Caterina Quartana

Textile Designer e docente universitario all’Istituto Europeo del Design, vive e lavora a Cagliari.
Ha frequentato l’Università degli Studi di Firenze, laureandosi nel 2007 in Cultura e Stilismo della Moda e specializzandosi in Design del tessuto. Nel 2009 approfondisce gli studi presso l’accademia del lusso acquisendo il titolo di Interior Designer. Nel 2018 inaugura il suo concept store e laboratorio nel cuore di Cagliari e porta con sé l’esperienza fatta dal 2008 ad oggi sul campo del tessile e del design. Dal 2015 intraprende la carriera universitaria presso l’istituto Europeo del Design di Cagliari come docente di Cultura tessile.


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Textile designer Caterina Quartana

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Textile Designer e docente universitario all’Istituto Europeo del Design, vive e lavora a Cagliari.
Ha frequentato l’Università degli Studi di Firenze, laureandosi nel 2007 in Cultura e Stilismo della Moda e specializzandosi in Design del tessuto. Nel 2009 approfondisce gli studi presso l’accademia del lusso acquisendo il titolo di Interior Designer. Nel 2018 inaugura il suo concept store e laboratorio nel cuore di Cagliari e porta con sé l’esperienza fatta dal 2008 ad oggi sul campo del tessile e del design. Dal 2015 intraprende la carriera universitaria presso l’istituto Europeo del Design di Cagliari come docente di Cultura tessile.


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Antica tradizione tessile di Su Trobasciu.

Su Trobasciu

Un’impresa tutta al femminile nel rispetto dell’antica tradizione tessile di una Sardegna arcaica alla quale le donne erano solite dedicarsi fin dalla tenera età per preparare i dodici sacchi del grano, necessari per il corredo matrimoniale. Il genio creativo del designer Eugenio Tavolara, segna la svolta nella produzione: da domestica a imprenditoriale e dalla tradizione ai primi guizzi intuitivi di innovazione nelle forme e nei filati.


Metodologie e Tecniche

Se quella a pibiones, i grani che evocano l’ acino d’uva, è la tecnica più diffusa in Sardegna, quella Bagas è al contrario il segno stilistico di Su Trobasciu: una tessitura broccata che utilizza fili supplementari colorati per realizzare i disegni nell’ordito impiegando filati di lana, di lino e canapa.

La tessitura è eseguita interamente su telai tradizionali con battuta manuale. Nei telai orizzontali si possono realizzare tappeti di dimensioni fino ai tre metri e venti centimetri, mentre in quelli verticali che non consentono variazioni tecniche, l’area di lavoro è molto limitata e le misure variabili dei manufatti è realizzata in piccole parti completate col pettine.


Su Trobasciu

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L'artigiana Mariantonia Urru rivoluziona la tessitura sarda.

Mariantonia Urru

Due sguardi sulla tessitura e una sola progenie, quella di Mariantonia Urru tessitrice di Samugheo. Al principio la sua storia è comune a quella di tante altre donne sarde che imparano a tessere per realizzare il proprio corredo matrimoniale, poi la svolta voluta dai quattro figli maschi che hanno preso in mano l’azienda trasformandola radicalmente: dalle linee di prodotto impreziosite da nuove avanguardistiche collaborazioni con i designer internazionali, alla commercializzazione e promozione sui mercati esteri.


Metodologie e Tecniche

La sperimentazione di tecniche differenti usate in un unico manufatto rappresenta la vera rivoluzione nella tessitura che l’azienda Mariantonia Urru interpreta con successo nel mondo. Ai pibiones (i grani di filato che sporgono dalla superficie per creare un disegno) si accosta la tecnica a litzos in cui si alternano i fili longitudinali che formano l’ordito e quelli longitudinali che creano la trama. La lana, lino e cotone formano il cosiddetto tramone sul quale prendono forma le visioni dei designer.

Con la tecnica a pibiones lavorato al telaio orizzontale, si possono creare tessuti pesanti dai 5 ai 10 mm, la tecnica piana  è invece un tessuto più leggero, da 3 a 5 mm, con una texture  lineare che unita anche ai littos,  creano campiture sempre nuove e originali.

Nel laboratorio di Samugheo si utilizzano telai semimeccanici, orizzontali e verticali, in cui i punti sono raccolti a mano dalla tessitrice mentre la  battuta è assistita meccanicamente.


Mariantonia Urru

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Metodologia e tecniche del ceramista Elvio Usai.

Elvio Usai

Un mestiere “disgraziato” fatto di sacrificio e tenacia. Così racconta il suo lavoro Elvio Usai, ceramista di Assemini, che ha trascorso una vita intera tra la terra cruda e la terra cotta. In sessantanove anni di attività al tornio, ha visto la materia cambiare forma e con essa la funzione: dalle brocche per l’approvvigionamento idrico all’anfora anulare, gioiello di ceramica che suo figlio Walter esegue con maestria e la giusta educazione al lavoro ricevuta da suo padre.


Metodologie e Tecniche

Dalla terra rossa lavorata e trasformata da papà Elvio, a quella bianca, gres e raku usata da suo figlio Walter per le ceramiche policrome, di smalti apiombici brillanti e decorazioni eseguite a graffito. Le temperature e il numero di cotture al forno (una per la rossa, due per la bianca) variano in funzione della materia rispettosa dell’iconografia classica dentro un’aura di contemporaneità.

I forni elettrici e quelli a gas che segnano il passo di una vera rivoluzione nella lavorazione della ceramica raggiungono rispettivamente 1.100 e 1.300 gradi con una capienza fino a 60 cm in un unico pezzo e a 1 mt su due pezzi. Nel laboratorio di Assemini le smaltature vengono eseguite all’interno di una cabina spruzzo per il recupero delle polveri.


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L'artigiana Mariantonia Urru rivoluziona la tessitura sarda.

Mariantonia Urru

Mariantonia Urru

Due sguardi sulla tessitura e una sola progenie, quella di Mariantonia Urru tessitrice di Samugheo. Al principio la sua storia è comune a quella di tante altre donne sarde che imparano a tessere per realizzare il proprio corredo matrimoniale, poi la svolta voluta dai quattro figli maschi che hanno preso in mano l’azienda trasformandola radicalmente: dalle linee di prodotto impreziosite da nuove avanguardistiche collaborazioni con i designer internazionali, alla commercializzazione e promozione sui mercati esteri.


Metodologie e Tecniche

La sperimentazione di tecniche differenti usate in un unico manufatto rappresenta la vera rivoluzione nella tessitura che l’azienda Mariantonia Urru interpreta con successo nel mondo. Ai pibiones (i grani di filato che sporgono dalla superficie per creare un disegno) si accosta la tecnica a litzos in cui si alternano i fili longitudinali che formano l’ordito e quelli longitudinali che creano la trama. La lana, lino e cotone formano il cosiddetto tramone sul quale prendono forma le visioni dei designer.

Con la tecnica a pibiones lavorato al telaio orizzontale, si possono creare tessuti pesanti dai 5 ai 10 mm, la tecnica piana  è invece un tessuto più leggero, da 3 a 5 mm, con una texture  lineare che unita anche ai littos,  creano campiture sempre nuove e originali.

Nel laboratorio di Samugheo si utilizzano telai semimeccanici, orizzontali e verticali, in cui i punti sono raccolti a mano dalla tessitrice mentre la  battuta è assistita meccanicamente.


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Antica tradizione tessile di Su Trobasciu.

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Un’impresa tutta al femminile nel rispetto dell’antica tradizione tessile di una Sardegna arcaica alla quale le donne erano solite dedicarsi fin dalla tenera età per preparare i dodici sacchi del grano, necessari per il corredo matrimoniale. Il genio creativo del designer Eugenio Tavolara, segna la svolta nella produzione: da domestica a imprenditoriale e dalla tradizione ai primi guizzi intuitivi di innovazione nelle forme e nei filati.


Metodologie e Tecniche

Se quella a pibiones, i grani che evocano l’ acino d’uva, è la tecnica più diffusa in Sardegna, quella Bagas è al contrario il segno la cifra stilistica di Su Trobasciu: una tessitura broccata che utilizza fili supplementari colorati per realizzare i disegni nell’ordito impiegando filati di lana, di lino e canapa.

La tessitura è eseguita interamente su telai tradizionali con battuta manuale. Nei telai orizzontali si possono realizzare tappeti di dimensioni fino ai tre metri e venti centimetri, mentre in quelli verticali che non consentono variazioni tecniche, l’area di lavoro è molto limitata e le misure variabili dei manufatti è realizzata in piccole parti completate col pettine.


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