Mariantonia Urru

Due sguardi sulla tessitura e una sola progenie, quella di Mariantonia Urru tessitrice di Samugheo. Al principio la sua storia è comune a quella di tante altre donne sarde che imparano a tessere per realizzare il proprio corredo matrimoniale, poi la svolta voluta dai quattro figli maschi che hanno preso in mano l’azienda trasformandola radicalmente: dalle linee di prodotto impreziosite da nuove avanguardistiche collaborazioni con i designer internazionali, alla commercializzazione e promozione sui mercati esteri.


Metodologie e Tecniche

La sperimentazione di tecniche differenti usate in un unico manufatto rappresenta la vera rivoluzione nella tessitura che l’azienda Mariantonia Urru interpreta con successo nel mondo. Ai pibiones (i grani di filato che sporgono dalla superficie per creare un disegno) si accosta la tecnica a litzos in cui si alternano i fili longitudinali che formano l’ordito e quelli longitudinali che creano la trama. La lana, lino e cotone formano il cosiddetto tramone sul quale prendono forma le visioni dei designer.

Con la tecnica a pibiones lavorato al telaio orizzontale, si possono creare tessuti pesanti dai 5 ai 10 mm, la tecnica piana  è invece un tessuto più leggero, da 3 a 5 mm, con una texture  lineare che unita anche ai littos,  creano campiture sempre nuove e originali.

Nel laboratorio di Samugheo si utilizzano telai semimeccanici, orizzontali e verticali, in cui i punti sono raccolti a mano dalla tessitrice mentre la  battuta è assistita meccanicamente.


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