Elvio Usai

Un mestiere “disgraziato” fatto di sacrificio e tenacia. Così racconta il suo lavoro Elvio Usai, ceramista di Assemini, che ha trascorso una vita intera tra la terra cruda e la terra cotta. In sessantanove anni di attività al tornio, ha visto la materia cambiare forma e con essa la funzione: dalle brocche per l’approvvigionamento idrico all’anfora anulare, gioiello di ceramica che suo figlio Walter esegue con maestria e la giusta educazione al lavoro ricevuta da suo padre.


Metodologie e Tecniche

Dalla terra rossa lavorata e trasformata da papà Elvio, a quella bianca, gres e raku usata da suo figlio Walter per le ceramiche policrome, di smalti apiombici brillanti e decorazioni eseguite a graffito. Le temperature e il numero di cotture al forno (una per la rossa, due per la bianca) variano in funzione della materia rispettosa dell’iconografia classica dentro un’aura di contemporaneità.

I forni elettrici e quelli a gas che segnano il passo di una vera rivoluzione nella lavorazione della ceramica raggiungono rispettivamente 1.100 e 1.300 gradi con una capienza fino a 60 cm in un unico pezzo e a 1 mt su due pezzi. Nel laboratorio di Assemini le smaltature vengono eseguite all’interno di una cabina spruzzo per il recupero delle polveri.


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