Tradizione artigianale di Cristian Murgioni.

Cristian Murgioni

Cristian Murgioni porta avanti l’attività di scalpellino da tre generazioni ma ha saputo innovare linee di prodotti e processi creativi grazie alla sua caparbietà, curiosità e alla passione per la tradizione artigianale che considera la massima espressione dei territori che si abitano. Anno dopo anno, la sua produzione cresce attraverso la sperimentazione di forme pure e geometriche e l’utilizzo di macchine moderne e computerizzate (come la stampante 3D per disegnare modelli e replicarli su scale diverse), senza abbandonare mai il suo suo prezioso scalpellino per rifinire e imprimere un marchio di identità a ogni manufatto. Quando Cristian progetta e disegna un oggetto ha una visione d’insieme su come potrà essere realizzato il prodotto perché possiede una padronanza della materia, figlia di anni di duro lavoro tra tentativi e insuccessi.


Metodologie e Tecniche

Utilizza solo pietre sarde: granito nelle tonalità del giallo, del grigio e del rosa, il basalto delle cave di Sedilo e il marmo biancone di Orosei. La scelta avviene in funzione dell’oggetto da creare, per uso esterno ad esempio, serviranno materiali duri e resistenti agli agenti atmosferici. La difficoltà principale che si incontra nel lavorare la pietra, sta nella durezza del materiale o in alcuni difetti, come ad es. le venature e i fori naturali del marmo rispetto al granito che ha una superficie molto più liscia.
Ogni creazione è scavata su blocchi unici di pietra e questo non consente di utilizzare scarti e materiali di riciclo perché gli agglomerati perderebbero la loro naturalezza essendo trattati con sostanze chimiche.
Più dura è la pietra, maggiore sarà il consumo della punta di diamante della macchina per questo, la trachite, materia più morbida, offre meno difficoltà in questa fase.
Le finiture sono eseguite tutte a mano con le tecniche della bocciardatura e della scalpellatura ma si avvalgono anche dell’uso di macchine come per la sabbiatura.
La scarsa conoscenza di tutti questi fattori è il principale deficit di molte idee che si dimostrano irrealizzabili se pur armoniose e perfette sulla carta.
Caratteristiche tecniche delle macchine: la macchina da taglio è una fresa a cinque assi.
Dimensioni lastre di pietra: mt 3,30 X 2,10 X 34 h. Si possono inserire pezzi alti anche 80 cm per altri tipi di lavorazione. Non esistono comunque dei limiti fissi per le misure della pietra perché va valutato il singolo pezzo (difetti e fratture) o il progetto da realizzare.


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Pensare per fare...

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Cristian Murgioni porta avanti l’attività di scalpellino da tre generazioni ma ha saputo innovare linee di prodotti e processi creativi grazie alla sua caparbietà, curiosità e alla passione per la tradizione artigianale che considera la massima espressione dei territori che si abitano. Anno dopo anno, la sua produzione cresce attraverso la sperimentazione di forme pure e geometriche e l’utilizzo di macchine moderne e computerizzate (come la stampante 3D per disegnare modelli e replicarli su scale diverse), senza abbandonare mai il suo suo prezioso scalpellino per rifinire e imprimere un marchio di identità a ogni manufatto. Quando Cristian progetta e disegna un oggetto ha una visione d’insieme su come potrà essere realizzato il prodotto perché possiede una padronanza della materia, figlia di anni di duro lavoro tra tentativi e insuccessi.


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Utilizza solo pietre sarde: granito nelle tonalità del giallo, del grigio e del rosa, il basalto delle cave di Sedilo e il marmo biancone di Orosei. La scelta avviene in funzione dell’oggetto da creare, per uso esterno ad esempio, serviranno materiali duri e resistenti agli agenti atmosferici. La difficoltà principale che si incontra nel lavorare la pietra, sta nella durezza del materiale o in alcuni difetti, come ad es. le venature e i fori naturali del marmo rispetto al granito che ha una superficie molto più liscia.
Ogni creazione è scavata su blocchi unici di pietra e questo non consente di utilizzare scarti e materiali di riciclo perché gli agglomerati perderebbero la loro naturalezza essendo trattati con sostanze chimiche.
Più dura è la pietra, maggiore sarà il consumo della punta di diamante della macchina per questo, la trachite, materia più morbida, offre meno difficoltà in questa fase.
Le finiture sono eseguite tutte a mano con le tecniche della bocciardatura e della scalpellatura ma si avvalgono anche dell’uso di macchine come per la sabbiatura.
La scarsa conoscenza di tutti questi fattori è il principale deficit di molte idee che si dimostrano irrealizzabili se pur armoniose e perfette sulla carta.
Caratteristiche tecniche delle macchine: la macchina da taglio è una fresa a cinque assi.
Dimensioni lastre di pietra: mt 3,30 X 2,10 X 34 h. Si possono inserire pezzi alti anche 80 cm per altri tipi di lavorazione. Non esistono comunque dei limiti fissi per le misure della pietra perché va valutato il singolo pezzo (difetti e fratture) o il progetto da realizzare.


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